Come nasce davvero la nostra pasta
Ogni formato attraversa un percorso fatto di materia, lavorazioni e tempo. È un processo semplice solo in apparenza, costruito da gesti precisi e da una tradizione che a Gragnano esiste da secoli.
Ogni formato attraversa un percorso fatto di materia, lavorazioni e tempo. È un processo semplice solo in apparenza, costruito da gesti precisi e da una tradizione che a Gragnano esiste da secoli.
La pasta inizia molto prima della trafila. Utilizziamo semola di grano duro 100% italiano, selezionata secondo i parametri previsti dal disciplinare della Pasta di Gragnano IGP.
A questa si unisce l’acqua della sorgente del Vernotico, che nasce nei Monti Lattari e da sempre accompagna la tradizione pastaia della città. Due ingredienti soltanto. Ma scelti con la stessa attenzione con cui si comincia ogni cosa importante.
Semola e acqua si incontrano lentamente fino a creare un impasto compatto, elastico e uniforme. È una fase silenziosa del processo, ma decisiva.
Qui si definisce la struttura della pasta che verrà. Da questa consistenza dipende tutto ciò che accadrà dopo.
Semola e acqua si incontrano lentamente fino a creare un impasto compatto, elastico e uniforme. È una fase silenziosa del processo, ma decisiva.
Qui si definisce la struttura della pasta che verrà. Da questa consistenza dipende tutto ciò che accadrà dopo.
L’impasto viene spinto attraverso trafile in bronzo che danno forma ai diversi formati. Il bronzo lascia sulla superficie della pasta una trama ruvida, quasi impercettibile alla vista ma fondamentale nel piatto.
È questa rugosità che permette al sugo di aderire meglio, trasformando ogni formato nel compagno perfetto del condimento.
Una volta estrusa, la pasta viene tagliata secondo la lunghezza prevista. La pasta lunga viene sistemata su telai, dove può distendersi naturalmente. La pasta corta viene invece distribuita su vassoi.
Ogni formato viene disposto con cura prima di entrare nella fase più lenta dell’intero processo.
Una volta estrusa, la pasta viene tagliata secondo la lunghezza prevista. La pasta lunga viene sistemata su telai, dove può distendersi naturalmente. La pasta corta viene invece distribuita su vassoi.
Ogni formato viene disposto con cura prima di entrare nella fase più lenta dell’intero processo.
La pasta riposa in celle statiche a bassa temperatura per almeno 24 ore. L’essiccazione lenta permette alla pasta di stabilizzarsi, preservando struttura, profumo e qualità.
Per alcuni formati più spessi i tempi si allungano ancora, perché ogni forma ha il suo ritmo.
Terminata l’essiccazione, la pasta viene raffreddata e stabilizzata.
Seguono i controlli di qualità e la fase di confezionamento, in cui ogni formato viene preparato per lasciare il pastificio.
Da qui inizia il viaggio verso la cucina.
Terminata l’essiccazione, la pasta viene raffreddata e stabilizzata.
Seguono i controlli di qualità e la fase di confezionamento, in cui ogni formato viene preparato per lasciare il pastificio.
Da qui inizia il viaggio verso la cucina.
Alla fine, ogni passaggio serve a una cosa sola: far sì che la pasta arrivi nel piatto con la consistenza giusta, capace di accogliere il condimento e raccontare la tradizione di Gragnano.
Il resto lo farà la cucina.
Dentro il Pastificio
La Storia
Una storia che attraversa generazioni, dalle origini nella Valle dei Mulini fino alla rinascita del pastificio, sempre legata alla tradizione della pasta di Gragnano.
Gragnano IGP
Produrre a Gragnano significa rispettare un disciplinare, una storia e un territorio che da secoli definiscono l’identità della pasta italiana.
Filiera
Il grano, l’acqua del Vernotico, il controllo della lavorazione. Ogni scelta produttiva nasce da un equilibrio tra territorio e qualità.
Sostenibilità
Dal grano 100% italiano alla gestione responsabile della produzione, ogni scelta nasce dal rispetto per il territorio, le persone e l’ambiente.